il b l o g della n o c e


IN UN GIORNO DI PIOGGIA

17.04.08___________h 16,35

Se c’è una cosa che adoro sono le giornate di pioggia.

E questo per svariate ragioni che non sto ad elencare, un po’ perché credo che la cosa non vi interessi in modo particolare ma soprattutto perché non è della pioggia che voglio trattare.

La pioggia è solo un pretesto(anche piuttosto banale ve lo concedo) per fornirvi un’immagine di me sul bus(il mitico 61 per essere precisi) che ascolto il mitico John De Leo e mi sforzo per concentrarmi nella lettura di “Musica per organi caldi” l’ultimo exploit di un Bukowski in forma smagliante.

mi sforzo

Mi affanno inutilmente cercando di concentrarmi sulle parole che rotolano davanti ai miei occhi ma non gliela faccio, e non certo per colpa di Bukowski che tra i suoi innumerevoli difetti non annoverava certo quello di una scrittura noiosa….. voglio dire sapeva il fatto suo!!!!

Il vero problema è che PIOVE.

E quando piove focalizzo la mia attenzione su tutto ciò su cui la pioggia ricade…(su tutto insomma)

quasi come se l’acqua mi volesse indicare qualcosa o per lo meno sottolinearne l’importanza.

Allora indirizzo tutte le mie energie mentali su determinate “cose” non appena esse vengono percepite dalle mie facoltà sensoriali(in particolare la vista) ; cose per cui normalmente non utilizzerei neanche 1 /1000000 del mio intelletto.

Mi ritrovo così in una condizione abbastanza singolare: io persona solitamente distratta che mi concentro anche sulle più piccole ed inutili porzioni di mondo che mi passando davanti.

Condizione questa aggravata dall’espressione poco intelligente che suscita in me il rovesciarsi di pensieri e considerazioni che sussegue.

Proprio poco fa la mia attenzione veniva rapita dai manifesti di quest’ultima campagna elettorale e , onestamente, trovo che non ci sia nulla di più stupido da prendere in considerazione a 2 giorni dal termine delle elezioni stesse…..lo reputo abbastanza patetico ed inquietante.

C O L P A D E L L A P I O G G I A

Ciononostante sono fortunatamente riuscita a scacciare dalla testa ogni considerazione sul risultato elettorale.

Per dirla tutta non sono proprio riuscita ad evitare l’argomento(ho una mente potentissima ma non a tal punto), ma sono riuscita a deviare le mie valutazioni circa un aspetto peculiare di esso.

(E QUA VENIAMO AL DUNQUE)

Ma in tutto ciò che cosa realmente cambierà nella mia vita e in quella delle persone che più mi sono vicine???

Voglio dire ne ho sentite di tutti i colori…..su msn poi i commenti si sprecavano ne avete scritte delle belle: lutto vergogna pianti disperazioni rabbia istinti omicidi incredulità (per citarne alcune) ma la volontà di lasciare il paese è quella che va per la maggiore.

Insomma se ne dicono tante….troppe se mi è concesso esprimere un parere personale ed essendo io a scrivere direi che mi è concesso.

Tuttavia non posso fare a meno di notare che al di la delle considerazioni sugli eventi verificatesici crogioliamo tutti quanti nella certezza che quasi nulla può scalfire la nostra condizione sociale.

Forse l’umanità soffre ma noi no di sicuro.

NON FRAINTENDETE_____non voglio accusare nessuno di menefreghismo, vi reputo persone abbastanza intelligenti da percepire il tono provocatorio di queste mie affermazioni.

Solo mi sono resa conto che troppo spesso rimandiamo ad altri le questioni politiche perché TANTO la politica è noiosa TANTO i politici sono tutti corrotti TANTO i suddetti politici sono tutti ugualmente schifosi TANTO l’Italia è un paese di ignoranti TANTO l’Italia fa schifo TANTO potrei andare avanti per giorni.

Questo “tanto” altro non è che melma fangosa…difficile non scivolarci dentro ma ancora più difficile uscirne in quanto detta melma è calda calda ed è morbida ed è tanto piacevole e comodo starci a mollo continuando a vivere la nostra vita.

Io personalmente mi ci immergo abbastanza spesso in questa piacevole brodaglia e , nonostante sia stata allevata in una famiglia abbastanza(eufemismo)politicizzata(chi è stato a casa mia può testimoniare) non mi sono mai interessata di politica con un minimo di serietà e non me ne vergogno particolarmente.

Ho altri interessi tutto qua.

Mi è sorto però il sospetto che sia giunto il momento di cambiare le carte in tavola sennò il gioco rallenta e ci rompiamo tutti le balle…credo più di ogni altra cosa che sia abbastanza inutile esprimere disappunto senza cercare di migliorare le cose.

A questo punto ci terrei a specificare 2 cose fondamentali:la prima è che nonostante stia condannando certe forme di critica distruttiva il PUNK non è morto e la seconda (ben più importante) è che non voglio entrare in politica ne voglio che nessuno di voi lo faccia perché ci terrei a potervi volere bene per il resto della mia vita.

Solo vorrei che cercassimo tutti di uscire da questa fanghiglia dove stiamo navigando da ormai troppo tempo.

Detto ciò mi scuso per essermi dilungata a tal punto.

Se vi ho annoiato probabilmente non siete arrivati a leggere fin qua.

Se vi ho offeso vuol dire che avete la coda di paglia.

Mi congedo spiattellandovi davanti le parole di Rousseau sulla condizione dell’uomo…….affinché vi trafiggano nella loro attualità cosi’ come hanno fatto con me.

Vi fidate dell’ordine attuale della società senza pensare che tale ordine è soggetto a inevitabili rivoluzioni e che vi è impossibile tanto prevedere quanto prevenire quella che riguarda i vostri figli. Il grande diventa piccolo, il ricco diventa povero, il monarca diventa suddito; i colpi del destino sono forse così rari che voi possiate ritenervene indenni? Ci avviciniamo ad un periodo di crisi e al secolo delle rivoluzioni. Chi può prevedere ciò che diventerete? Tutto ciò che gli uomini fanno, gli uomini possono distruggerlo; gli unici segni indelebili sono quelli della natura, e la natura non crea né principi, né ricchi, né gran signori.

Cosa farà dunque, nella bassezza quel satrapo che avete allevato solo per la grandezza? Cosa farà nella povertà quel pubblicano che sa vivere soltanto nell’oro? Cosa farà sprovvisto di tutto quel fastidioso imbecille che non sa avvalersi di se stesso e si affida solo a ciò che è estraneo a lui?

Fortunato quindi chi sa abbandonare al condizione che lo abbandona, e rimanere uomo a dispetto della sorte! Che si lodi quanto si vorrà il re sconfitto che come un folle vuole essere sepolto sotto le macerie del suo trono; per lui io provo disprezzo; vedo che egli esiste solo con la sua corona in testa, e che non è più nulla se non un re; ma colui che la perde e sa farne a meno è allora al di sopra di essa. Dal rango di re, che un vile, un malvagio, un folle può adempire come chiunque altro sale alla condizione di uomo che pochi uomini sanno adempire…”

Jean Jacques Rousseau 1762

P A R O L E S A N T E


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